{"id":60,"date":"2016-10-03T14:45:12","date_gmt":"2016-10-03T14:45:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/?page_id=60"},"modified":"2017-04-07T08:55:07","modified_gmt":"2017-04-07T08:55:07","slug":"tradizioni-cultura-leggende","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/tradizioni-cultura-leggende\/","title":{"rendered":"Tradizioni, cultura e leggende"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 soprattutto grazie alla comunit\u00e0 della Valgerola (i &#8220;<em>Giar\u00f6i<\/em>&#8220;) se al giorno d&#8217;oggi la valle continua ad essere valorizzata al meglio: non solo per quanto riguarda i suoi paesaggi, le sue cime, i suoi animali, ma specialmente per la sua storia e le sue tradizioni.<br \/>\nLa cultura di questa terra affonda le sue radici in tempi antichi: a testimoniarlo sono, ad esempio, la leggenda dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/leggende\/homo-salvadego-vegia-gosa\/\">Homo Selvadego<\/a> (una sorta di &#8220;buon selvaggio&#8221; della valle) e alcune usanze legate al culto dei morti, che rappresentano tutto ci\u00f2 che rimane di un lontanissimo passato pagano. Un passato che, purtroppo, tende a scomparire e che in parte \u00e8 gi\u00e0 sparito, ma quello che rimane \u00e8 ancora vivo nella mente e nel cuore dei valgerolesi, nonch\u00e9 nei visitatori che hanno imparato ad amare questa valle. Inoltre, grazie a realt\u00e0 come l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/cultura\/ecomuseo-valgerola\/\">Ecomuseo della Valgerola<\/a>, \u00e8 stata intrapresa un&#8217;operazione di valorizzazione del territorio che continua tuttora.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d47f\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/tradizioni-valgerola.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<\/p>\n<h2>Comunit\u00e0 e stile di vita<\/h2>\n<p>Per scoprire gli angoli pi\u00f9 tipici della Valgerola, il borgo di <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola Alta<\/a> \u00e8 sicuramente un buon punto di partenza: nel suo centro caratteristico, infatti, \u00e8 possibile visitare gli ambienti tradizionali di un&#8217;epoca non poi cos\u00ec lontana dalla nostra. Durante le vostre <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/estate\/passeggiate\/\">passeggiate<\/a> (quando non sarete impegnati in un&#8217;escursione alla scoperta degli alpeggi) potrete ammirare un classico mulino o una stalla, per non parlare della tipica <strong>casa rurale valgerolese<\/strong> (nella frazione di Castello). Quest&#8217;abitazione riassume perfettamente gli usi e i costumi della valle: al piano terra, infatti, troviamo un&#8217;area dedicata interamente alla produzione del formaggio (una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti del territorio), mentre invece il piano superiore \u00e8 dedicato alla stanza della tessitura, alla camera da letto e agli scaffali per il formaggio. Si tratta di un ambiente rustico ed essenziale, testimone di una vita semplice e, allo stesso tempo, non priva di soddisfazioni.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d489\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/casa-rurale-valgerolese.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nParlando di formaggio: ruolo centrale nell&#8217;economia della Valgerola avevano e hanno tuttora gli alpeggi, disposti ad arco dalla frazione di Case di Sopra fino alla Val Bomino. Durante le vostre gite rimarrete sicuramente affascinati dagli <strong>alpeggi valgerolesi<\/strong> (sia da quelli in uso che da quelli abbandonati), ma anche dalle baite e dai cosiddetti &#8220;<em>cal\u00e8cc<\/em>&#8221; (da &#8220;<em>c\u00e0<\/em>&#8220;, casa, e &#8220;<em>lecc<\/em>&#8220;, letto): si tratta di costruzioni utilizzate tuttora dai pastori per lavorare il latte, ancora tiepido, subito dopo la mungitura.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2>Religione<\/h2>\n<p>Aspetto fondamentale della cultura valgerolese \u00e8 sicuramente la religione: lo testimoniano le numerose chiesette del territorio, disseminate per tutti i borghi e i paesini della valle. Di particolare pregio \u00e8 la <strong>chiesa parrocchiale di San Bartolomeo<\/strong>, a <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola Alta<\/a>, subito riconoscibile per il campanile e l&#8217;elegante facciata barocca: sia la chiesa che il vicino <strong>Oratorio dei Confratelli<\/strong>, risalente al XVII secolo, sono arricchiti da preziosi dipinti che raffigurano santi.<\/p>\n<p>Invece, per quanto riguarda il culto dei morti, un tempo vigeva una tradizione molto particolare, che testimonia quanto fosse importante per i valgerolesi essere sepolti nel proprio paese di provenienza: si tratta del soprannominato <strong>&#8220;sentiero dei morti&#8221;<\/strong>, una strada che, attraverso la bocchetta di Trona, univa <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola<\/a> a Cortenova (attualmente in provincia di Lecco).<br \/>\nIn passato erano numerosi i cortenovesi che si spostavano a <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola<\/a> per i pascoli e, quando il membro di una delle famiglie pi\u00f9 illustri moriva, la sua salma veniva trasportata da <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola<\/a> a Cortenova, lungo un percorso che poteva durare anche sette ore di cammino. Ogni tanto i portatori della bara si fermavano per riposare ai lati del sentiero, in prossimit\u00e0 di rientri che venivano chiamati &#8220;<em>posamort<\/em>&#8220;. D&#8217;inverno, per\u00f2, questa strada risultava impraticabile e, in attesa della bella stagione, il corpo del defunto veniva racchiuso in un blocco di neve compressa. \u00c8 difficile al giorno d&#8217;oggi riconoscersi in una simile dedizione, considerando che per percorrere il &#8220;sentiero dei morti&#8221; era necessario risalire fino a 2200 metri!<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d48f\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/chiesa-san-bartolomeo.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nUn&#8217;altra usanza andata perduta, in questo caso un po&#8217; macabra, riguarda la <strong>conservazione dei teschi<\/strong> nei cimiteri. Ancora oggi, all&#8217;interno di alcune cappelle dedicate ai parrochi, potreste imbattervi in una fila ben ordinata di teschi: una consuetudine che oggi potrebbe sembrarci di poco gusto, ma che ai tempi esprimeva rispetto nei confronti della figura religiosa.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2>Cucina e piatti tipici<\/h2>\n<p>Passiamo ad un argomento decisamente pi\u00f9 allegro: la cucina!<br \/>\nLa Valgerola \u00e8 ricchissima di prodotti tipici, in grado di soddisfare anche il palato pi\u00f9 severo. Sicuramente, per\u00f2, a spiccare tra tutti \u00e8 il <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/gastronomia\/formaggio-bitto-storico-ribelle\/\">bitto, il re dei formaggi<\/a>.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d493\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Bitto-Storico-Gerola-Alta-Valtellina.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nIl formaggio bitto \u00e8 senza ombra di dubbio uno dei prodotti caseari pi\u00f9 famosi della Valtellina, tanto da essergli dedicata una sagra (la terza domenica di settembre) e una mostra che, ogni anno, viene organizzata a Morbegno. La sua fama \u00e8 ben meritata: ottenuto dal latte intero di mucca (al quale va aggiunto anche quello di capra), il bitto \u00e8 il risultato della passione e devozione di pochi &#8220;eletti&#8221; che dedicano la loro vita alla produzione di questo formaggio d&#8217;eccellenza.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 il segreto del bitto? O meglio, i suoi <em>segreti?<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d498\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/capra-orobica-valgerola.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nPer ottenere il vero bitto originale (che dal settembre 2016 non si chiama pi\u00f9 &#8220;<a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/gastronomia\/formaggio-bitto-storico-ribelle\/\">Bitto Storico<\/a>&#8221; ma &#8220;<a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/gastronomia\/formaggio-bitto-storico-ribelle\/\">Storico Ribelle<\/a>&#8220;), tutto inizia dal bestiame e dalla sua alimentazione: questo \u00e8 formato da mucche di razza bruna alpina e da capre orobiche (una razza tipica della Valgerola) che rimangono a pascolare da giugno fino a settembre. Gli animali si cibano del pascolo alpino, particolarmente florido grazie al clima e alle precipitazioni della zona, e senza l&#8217;aggiunta di mangimi che possano alterare le propriet\u00e0 nutrizionali del latte. Sia le mucche che le capre vengono munte due volte al giorno, ad orari precisi: alle 06:00 e alle 16:00. Inoltre il latte viene lavorato subito in loco, all&#8217;interno dei <em>cal\u00e8cc<\/em>, per evitare che subisca anche la bench\u00e9 minima alterazione a causa del trasporto.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d4a5\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/mucca-bruna-alpina.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nLa dedizione dei produttori del bitto originale, per\u00f2, non si ferma qui: infatti nel corso della lavorazione vengono utilizzate solamente attrezzature costruite in legno, materiale che conferisce al latte numerosi benefici mentre viene trattato.<\/p>\n<p>Per completare l&#8217;opera, il formaggio viene lasciato maturare per ben 70 giorni all&#8217;interno delle cas\u00e8re di stagionatura, ottenendo poi forme di un bel giallo che vanno dai 15 ai 25 kg.<br \/>\nSono numerosi i lombardi, gli italiani, ma anche gli stranieri (da ogni parte del mondo) che si spingono fino in Valgerola per gustare il bitto originale e, magari, comprarsi come souvenir una bella forma piena: di sicuro non c&#8217;\u00e8 ricordo pi\u00f9 gustoso! Non a caso il bitto viene utilizzato anche per cucinare i <strong>pizzoccheri <\/strong>e la <strong>polenta taragna<\/strong> (al posto del classico casera).<\/p>\n<p>Inoltre, a partire dalla lavorazione stessa del bitto, si ottiene un altro prodotto tipico valgerolese: la <strong>mascherpa<\/strong>, una ricotta grassa, dal sapore particolarmente deciso, che nasce proprio dal siero che si forma durante il trattamento del bitto. Insomma, la Valgerola \u00e8 il paradiso di chi adora i latticini: un vero e proprio regno del formaggio!<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/gastronomia\/formaggio-bitto-storico-ribelle\/\">bitto<\/a> \u00e8 anche legato ad una tradizione che, a Gerola, dura da ben cinquecento anni: si tratta del <strong>lascito Bedolino<\/strong>, grazie al quale ancora oggi i gerolesi, ogni 2 novembre, ricevono una razione di pane e formaggio bitto. Questa usanza risale al lontanissimo 1545, quando uno dei signorotti della valle, tal Pietro de&#8217; Mazzi (detto &#8220;Bedolino&#8221;), dopo essere fuggito a Verona a causa di problemi con la giustizia, lasci\u00f2 in testamento al comune di <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola<\/a> met\u00e0 del provento del monte di Trona. Questo provento viene annualmente convertito in pane e formaggio, ma anche in sale, che invece viene distribuito l&#8217;11 novembre\u2026 E i gerolesi, a distanza di secoli, lo sanno bene: non c&#8217;\u00e8 niente di meglio di una fetta di bitto!<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d4ab\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/bitto-valgerola.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nUn discorso a parte, invece, merita la <strong>lavorazione del maiale<\/strong> (la cosiddetta &#8220;<em>faa so&#8217;l ciun<\/em>&#8220;), una vera e propria usanza che, un tempo, coinvolgeva il paese intero: le donne si occupavano di lavare le interiora del suino, gli uomini tagliavano e lavoravano la carne, mentre invece i bambini contribuivano con piccole mansioni. Alla fine del procedimento, del maiale non rimaneva pi\u00f9 nulla e persino le ossa e il cervello non venivano buttati via: le prime, infatti, si bollivano e si mangiavano con la polenta, mentre invece il cervello veniva cucinato ai bambini e ai malati per le sue propriet\u00e0 nutritive. Si tralasciavano solo le unghie, mentre invece dalle setole venivano ricavati dei pennelli.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2>Costumi tradizionali<\/h2>\n<p>Ma, come per ogni cultura, la tradizione si riflette non solamente nella religione e nel cibo, ma anche nei costumi. I <strong>vestiti tradizionali gerolesi<\/strong>, infatti, sono dotati di peculiarit\u00e0 proprie, anche se in passato subirono l&#8217;influenza della moda di Morbegno: tutto inizia con la filatura e la tessitura della lana e della canapa, svolta in casa dalle donne valgerolesi.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\r\n\t<div id=\"fws_6abf098f9d4af\" class=\"full-width-section  parallax_section   \" style=\"background-image: url(http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/costumi-valgerola.jpg); background-position: Center Center; background-repeat: no-repeat; padding-top: 350px; padding-bottom: 350px; \">\r\n    <div class=\"col span_12 light\"> <\/div><\/div>\n&nbsp;<br \/>\nNello specifico, il <strong>costume femminile da festa<\/strong> viene definito a <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/territorio\/luoghi-interesse\/gerola\/\">Gerola<\/a> &#8220;<em>url\u00e8t<\/em>&#8220;: il nome deriva proprio dall&#8217;orlo del vestito, di un colore diverso rispetto a quello della gonna. Il vestito \u00e8 un pezzo unico formato da corpetto, sottana e balza cuciti insieme, ed \u00e8 accompagnato da una camicia bianca (da indossare sotto), un grembiule colorato e un foulard scuro, legato sulle spalle. A completare il tutto sono le calzature: possono essere zoccoli dalla punta arrotondata o un paio di pantofole in velluto nero, chiamate &#8220;<em>pedui<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Elegante \u00e8 anche il <strong>costume maschile da festa<\/strong>, costituito da una giacca a doppio petto, corta alla vita sul davanti e pi\u00f9 lunga dietro, decorata con bottoni dorati e accompagnata da una fascia rossa frangiata, legata sul fianco.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2>Leggende<\/h2>\n<p>Sicuramente uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della cultura valgerolese risiede nelle sue leggende, nelle sue storie, nelle sue superstizioni: alcune sono comuni a tutta la Valtellina e alla provincia di Sondrio, altre assomigliano ai classici racconti di montagna e altre ancora, invece, potevano diffondersi solo in questa valle. Alcune storie vi metteranno curiosit\u00e0, altre vi faranno un po&#8217; paura, altre (se siete scettici) vi faranno scuotere la testa\u2026 Ma \u00e8 sufficiente guardarsi intorno per credere, anche solo per un istante, che quelle storie possano avere un fondo di verit\u00e0; che quel sentiero, un tempo, fosse infestato dalle streghe; che quel lago fosse dimora del diavolo, e forse lo \u00e8 ancora; che quell&#8217;ombra, vista con la coda dell&#8217;occhio, potrebbe anche non essere stata una semplice lepre\u2026<\/p>\n<p>Raccoglieremo per voi, una ad una, le pi\u00f9 curiose leggende della Valgerola&#8230; continuate a seguirci nella sezione <a href=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/blog\/\">BLOG<\/a>!<br \/>\n\t\t\r\n\t\t<div class=\"row blog-recent\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t<div class=\"col span_3\">\r\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/leggende\/diavolo-ponte-della-sorte\/\"><img width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/diavolo-ponte-della-sorte.jpg\" class=\"attachment-blog size-blog wp-post-image\" alt=\"diavolo ponte della sorte\" loading=\"lazy\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/diavolo-ponte-della-sorte.jpg 960w, https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/diavolo-ponte-della-sorte-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/diavolo-ponte-della-sorte-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a>\r\n\t\t\t\t<div class=\"post-header\">\r\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"title\"><a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/leggende\/diavolo-ponte-della-sorte\/\">Il Diavolo in attesa sul Ponte della Sorte<\/a><\/h3>\t\r\n\t\t\t\t\t<span class=\"meta-author\"><a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/author\/admin\/\" title=\"Articoli scritti da FU.PES.\" rel=\"author\">FU.PES.<\/a> <\/span> <span class=\"meta-category\"> | <a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/category\/leggende\/\">Leggende<\/a> <\/span> <span class=\"meta-comment-count\"> | <a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/leggende\/diavolo-ponte-della-sorte\/#respond\">\r\n\t\t\t\t\tNo Comments<\/a> <\/span>\r\n\t\t\t\t<\/div><!--\/post-header-->\r\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t<p>Un tempo, attraversare le due Valli del Bitto non era&#8230;<\/p>\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t<\/div><!--\/span_3-->\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t<div class=\"col span_3\">\r\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/tradizione\/igino-manni-alpino\/\"><img width=\"1280\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/igino-manni-alpino-16_9.jpg\" class=\"attachment-blog size-blog wp-post-image\" alt=\"igino manni alpino\" loading=\"lazy\" title=\"\" 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href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/category\/leggende\/\">Leggende<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/category\/tradizione\/\">Tradizione<\/a> <\/span> <span class=\"meta-comment-count\"> | <a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/tradizione\/igino-manni-alpino\/#respond\">\r\n\t\t\t\t\tNo Comments<\/a> <\/span>\r\n\t\t\t\t<\/div><!--\/post-header-->\r\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t<p>Pescegallo \u00e8 un luogo caro alle cosiddette &#8220;Penne Nere&#8221;, tanto&#8230;<\/p>\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t<\/div><!--\/span_3-->\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t<div class=\"col span_3\">\r\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/leggende\/tormento-dei-cunfinaa\/\"><img width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/sisifo.jpg\" class=\"attachment-blog size-blog wp-post-image\" alt=\"cunfin\u00e0a\" loading=\"lazy\" title=\"\" 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Non \u00e8 cos\u00ec facile rispondere a&#8230;<\/p>\n\t\t\t\t\r\n\t\t\t<\/div><!--\/span_3-->\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\t\r\n\t\t<\/div><!--\/blog-recent-->\r\n\t\r\n\t\n<div class=\"divider-border\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\">SEGUICI SU<\/h2>\n<div class=\"col span_2 centered-text\" data-animation=\"\" data-delay=\"0\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pescegallovalgerolaFUPES\/\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/facebook.png\" alt=\"facebook\" width=\"32\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-300\" \/><\/a><\/div><div class=\"col span_2 centered-text\" data-animation=\"\" data-delay=\"0\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/FUPES_valgerola\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/twitter.png\" alt=\"twitter\" width=\"32\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-304\" \/><\/a><\/div><div class=\"col span_2 centered-text\" data-animation=\"\" data-delay=\"0\"><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/b\/101024654334413355735\/101024654334413355735?hl=it\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/google-plus.png\" alt=\"google plus\" width=\"32\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-301\" \/><\/a><\/div><div class=\"col span_2 centered-text\" data-animation=\"\" data-delay=\"0\"><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/fupes_valgerola\/\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/instagram.png\" alt=\"instagram\" width=\"32\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-302\" \/><\/a><\/div><div class=\"col span_2 centered-text\" data-animation=\"\" data-delay=\"0\"><a href=\"https:\/\/it.pinterest.com\/FUPES_valgerola\/\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/pinterest.png\" alt=\"pinterest\" width=\"32\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-303\" \/><\/a><\/div><div class=\"col span_2 col_last centered-text\" data-animation=\"\" data-delay=\"0\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCllU5sJ7ddareZz7OHRVuZg\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/youtube.png\" alt=\"youtube\" width=\"32\" height=\"32\" class=\"aligncenter size-full wp-image-302\" \/><\/a><\/div><div class=\"clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 soprattutto grazie alla comunit\u00e0 della Valgerola (i &#8220;Giar\u00f6i&#8220;) se&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":502,"parent":24,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2077,"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions\/2077"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/media\/502"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pescegallovalgerola.it\/fupes\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}