Il verso disumano del caurabèsül
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Cos’è il caurabèsül, più noto come “succiacapre”?
Un mostro che spaventa i bambini?
Una creatura inquietante che “prosciuga” le capre?
Un animale mitologico, con corpo di cervo e testa di capra?
Una strega mutaforma?
Il Diavolo sotto mentite spoglie?
Nel folklore valtellinese (ma non solo) esistono tantissime versioni, ma tutte sono d’accordo su un punto: il verso del caurabèsül è terrificante, da far gelare il sangue.

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Se nel cuore della notte vi capiterà di sentire un suono raccapricciante, sinistro o addirittura disumano (questi sono solo alcuni degli aggettivi che potrebbero descriverlo), probabilmente siete nelle vicinanze di un caurabèsül, in italiano “succiacapre”. Si tratta di un animale notturno che, secondo la tradizione, attacca le capre per prosciugarle di tutto il loro latte, rendendole cieche e addirittura “indemoniandole” con il suo morso. Per questo è particolarmente temuto dai pastori, ma anche dai più piccoli: si racconta, infatti, che il caurabèsül rapisca i bambini disobbedienti. Evitarlo, però, è molto semplice: basta barricarsi in casa non appena si sente il suo verso!

Secondo altre storie, però, il caurabèsül non sarebbe una semplice bestia, per quanto mostruosa possa essere (in alcune tradizioni avrebbe addirittura un corpo chimerico, a metà tra una capra e gli animali più disparati), ma una strega che, per muoversi più in fretta, decide di trasformarsi in un volatile… Secondo altri, invece, il caurabèsül è uno spirito con un incarico ben preciso: quello di condurre le anime dei moribondi verso l’aldilà.

Insomma, i racconti sulla vera identità del caurabèsül sono veramente innumerevoli… E, dopo avervi spaventato per bene, possiamo dirvi la verità: il famoso “succiacapre”, in realtà, è questo uccellino.

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Il suo nome scientifico è Caprimulgus europaeus (caprimulgo europeo) e non è più grande di 28 centimetri. Questo piccolo volatile deve la sua infausta fama alle sue abitudini notturne e al suo caratteristico verso, di certo non piacevole come il cinguettio di un pettirosso: con il tempo è diventato una sorta di “uccello del malaugurio”, proprio come altri volatili tipicamente notturni. Inoltre si è guadagnato il soprannome di “succiacapre” perché è particolarmente ghiotto non del latte delle capre, ma degli insetti che si nascondono nel loro pelo!

Insomma, potete stare tranquilli: dietro la leggenda del mostruoso caurabèsül si nasconde un uccellino delle stesse dimensioni di un merlo. Un uccellino che, con il suo verso inquietante, ha nutrito l’immaginazione di pastori e montanari… Anche se, ammettiamolo: anche il caprimulgo europeo può essere inquietante, a volte!

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✏️ Scritto da Vanessa Maran,
il 14/11/2016.

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